Tre settimane fa, Alex Fitzpatrick non aveva una carta del PGA Tour. Oggi guida un Signature Event da quattro milioni di dollari.
Prendetevi un secondo per far sedimentare questa cosa.
Il 27enne di Sheffield ha chiuso il terzo giro del Truist Championship a Quail Hollow con un 64 (-7), portandosi a -14 con un colpo di vantaggio su Kristoffer Reitan e due su Cameron Young. In palio c'è la vittoria più importante della sua carriera, in quello che è solo il terzo torneo da membro a pieno titolo del PGA Tour. Non è un sogno. Sta succedendo davvero.
La storia comincia allo Zurich Classic di New Orleans, il torneo a squadre del PGA Tour, dove Alex e suo fratello Matt hanno vinto insieme. Quella vittoria non era solo un trofeo: era la carta d'ingresso. Senza quel titolo, Alex sarebbe rimasto dov'era, a macinare tornei sul DP World Tour senza mai avere accesso a questo mondo. Invece, un up-and-down all'ultima buca in coppia con il fratello maggiore, e tutto è cambiato. La settimana dopo, T9 al Cadillac Championship al Doral di Miami. Questa settimana, in testa al Truist con 54 buche alle spalle.
Il ruolo di Matt va oltre lo Zurich. Alex lavora con Mike Walker, il coach storico di Matt, con cui ha iniziato a collaborare lo scorso ottobre. Ha trascorso anni nell'ombra del fratello, seguendolo ai tornei, osservando come ci si muove in un media center, come si gestisce la pressione di un Sunday finale. "Avere mio fratello vicino è stato fondamentale," ha detto sabato. "Ha già fatto tutto quello che voglio fare io: la Ryder Cup, i Major. Anche solo incontrare certi giocatori prima ancora di arrivare qui mi ha aiutato molto."
È raro che una lezione di golf arrivi da un fratello maggiore senza che diventi complicata. Tra i Fitzpatrick, a quanto pare, funziona.
Sabato, Alex ha giocato con autorità. Fuori in 30 (-5), con birdie consecutivi alla seconda e alla terza buca su putt da meno di un metro. Ha continuato a spingere alla dodicesima e alla quindicesima, poi un bogey alla sedicesima, bunker a lato green, ha interrotto il ritmo. Risposta immediata: birdie alla diciassettesima con un putt da 2,4 metri. Giro chiuso in 64, comando in mano. "Non so spiegarlo," ha detto, "ma stamattina mi sono svegliato più tranquillo dei giorni precedenti. Spero che domani vada così."